Nozioni di balistica: “La balistica terminale”

Nel mondo della caccia è importante conoscere alcune nozioni di questa stupenda materia che studia il comportamento del proiettile al momento dell’impatto e nei successivi istanti.

Potrebbe servire al cacciatore per capire meglio quale “palla” usare o come fare più o meno danni al selvatico, per un abbattimento sicuro e pulito.

Gli studi si concentrano per la quasi totalità sul potere d’arresto del proiettile, più precisamente su come trasmettere la percentuale di shock più alta possibile, all’interno del corpo del bersaglio.

Un proiettile che all’impatto non è in grado di deformarsi, perché molto duro, come ad esempio le palle FMJ ( Full Metal Jacket) attraverserà facilmente un corpo trasferendo una percentuale di shock molto bassa.

Differente è il comportamento di un proiettile SP (Soft Point), a punta cava o a frammentazione, il quale deformandosi “a funghetto” attraverserà con maggiore difficoltà il bersaglio cedendogli la quasi totalità dell’energia.

Un altro punto da considerare, è senza dubbio la velocità del proiettile.

E’ consolidato oramai che un proiettile veloce risulti più letale di uno lento, grazie alla più rapida espansione e ad uno shock idrodinamico maggiore.

In questo caso la scelta della palla è fondamentale, osservandone le diverse forme e scegliendone una più aerodinamica, si possono raggiungere ottime velocità e notevoli prestazioni balistiche sulla lunga e lunghissima distanza.

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