Il ritiro delle armi: dubbi e curiosità

Il Prefetto ha facoltà di vietare la detenzione delle armi, munizioni e materie esplodenti, denunciate ai termini dell’articolo precedente, alle persone ritenute capaci di abusarne.sequestro

Nei casi d’urgenza gli ufficiali e gli agenti di pubblica sicurezza provvedono all’immediato ritiro cautelare dei materiali di cui al primo comma, dandone immediata comunicazione al prefetto. Quando sussistono le condizioni di cui al primo comma, con il provvedimento di divieto il prefetto assegna all’interessato un termine di 150 giorni per l’eventuale cessione a terzi dei materiali di cui al medesimo comma. Nello stesso termine l’interessato comunica al prefetto l’avvenuta cessione. Il provvedimento di divieto dispone, in caso di mancata cessione, la confisca dei materiali ai sensi dell’articolo 6, quinto comma, della legge 22 maggio 1975, n. 152.” Questo è quanto cita l’art.39 del T.U.L.P.S.

Il presente articolo mira ad una visione più accurata di quanto stabilito dalla norma, fornendo al contempo un quadro generale delle situazioni che ci si possono trovare ad affrontare.

Come primo punto vorrei ricordare come il porto d’armi sia un’autorizzazione che viene rilasciata ad una persona con determinati requisiti fisici e morali e che in base all’art.10 del TULPS notiamo come “Le Autorizzazioni di polizia possono essere revocate o sospese in qualsiasi momento, nel caso di abuso della persona autorizzata” ed in base a quanto stabilito dal Cons.Stato, Sezione IV, il 17 luglio 1996 avente numero 858 “ai sensi degli artt. 10, 11, 43 r.d. 18 giugno 1931, n.773, la revoca della licenza di porto d’armi non richiede che vi sia stato un oggettivo ed accertato abuso delle armi, essendo sufficiente che il soggetto non dia affidamento di non abusarne, sulla base di circostanze oggettive”.

Sulla base di quanto poc’anzi detto è giusto evidenziare come la persona in possesso del porto d’armi deve avere una condotta incensurabile che non dia adito a possibili sospetti sullo stesso.

I motivi ostativi sono sanciti all’articolo 11 del TULPS che prevede:

Salve le condizioni particolari stabilite dalla legge nei singoli casi, le autorizzazioni di polizia debbono essere negate:

1) a chi ha riportato una condanna a pena restrittiva della libertà personale superiore a tre anni per delitto non colposo e non ha ottenuto la riabilitazione;

2) a chi è sottoposto all’ammonizione o a misura di sicurezza personale o è stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza”.

Inoltre l’articolo 43 del testo dice:

Oltre a quanto è stabilito dall’art. 11 non può essere concessa la licenza di portare armi:

a) a chi ha riportato condanna alla reclusione per delitti non colposi contro le persone commessi con violenza, ovvero per furto, rapina, estorsione, sequestro di persona a scopo di rapina o di estorsione;

b) a chi ha riportato condanna a pena restrittiva della libertà personale per violenza o resistenza all’autorità o per delitti contro la personalità dello Stato o contro l’ordine pubblico;

c) a chi ha riportato condanna per diserzione in tempo di guerra, anche se amnistiato, o per porto abusivo di armi.”.

Se la domanda che ci si pone è quella di correre il rischio di perdere, anche solo temporaneamente, le proprie armi ed il porto d’armi il consiglio che mi sento di darvi è quello di rimanere sempre alla larga di ogni qualsivoglia litigio o discussione, anche per quanto possa ritenersi banale.

 I sacrifici, che hanno portato ognuno ad ottenere il proprio porto d’armi per svolgere la passione che amate e viverla quotidianamente con il cuore, sarebbero resi nulla anche semplicemente a causa di un litigio per futili motivi, difatti, ritengo idoneo ipotizzare e riferire che anche per un accesa discussione o che venga riferito di minacce, il ragionevole dubbio che si possa abusare delle armi di cui si dispone sia una concreta possibilità che consenta alle Forze di Polizia di procedere ad un ritiro cautelativo delle stesse.

Ma se poi la vicenda si chiude? E se non si prosegue con le vie legali e non viene sporta alcuna querela? Le armi mi vengono restituite?” la risposta che mi sento di fornire è quella che dopo un lungo, costoso (per via di avvocati e ricorsi vari) e faticoso percorso si potrebbe tornare ad essere in possesso del proprio porto d’armi ma di certo la via non sarà breve e la certezza l’avrete solamente una volta che il tutto vi venga restituito, con il caro prezzo pagato di essere stati lontani dal praticare la vostra passione.

Anonimo

 

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