Il condizionamento del Covid-19 nell’ambito venatorio e non solo

Il condizionamento del Covid nell’ambito venatorio e non solo

Il 2020 sarà ricordato negli annali per la pandemia, denominata COVID-19, che ha colpito la popolazione mondiale.

Seppur inizialmente l’attività venatoria sembrava non aver risentito dell’emergenza in corso è da sottolineare come le limitazione agli spostamenti abbiano sin da subito condizionato anche settori secondari della caccia.

Al fine di comprendere quanto si vuole spiegare con questo testo, si devono tener presenti molteplici fattori relativi a ciò che circonda l’attività venatoria, quale ad esempio i poligoni di tiro, le aziende di indumenti ed i calzaturifici, le aziende faunistico venatorie, le agenzie di viaggio di caccia in nazioni estere, gli addestramenti degli ausiliari, il commercio stesso dei cuccioli e delle armi con relativo munizionamento, la caccia di selezione nonché le immissioni controllate degli animali in periodi favorevoli, come può essere quello di Marzo.

I parametri poc’anzi enunciati sono settori di cui non si è sentito parlare e che non hanno potuto contare sul sostegno come per altre attività imprenditoriali.

Infatti, seppur con gli anni il numero degli appassionati all’attività venatoria, e di ciò che la circonda, risulta considerevolmente diminuito, l’economia italiana vede un pilastro importante su cui basarsi nello stesso mondo venatorio e nelle suddette attività di contorno.

L’università di Urbino – Carlo Bo – per conto dell’Anpam e Cncn ha stimati in circa 7 miliardi e 293 milioni di euro l’introito economico collegato a questo mondo, dato derivante dall’analisi anche delle spese che, gli sportivi ed appassionati, sostengono per acquistare servizi e prodotti al fine di svolgere l’attività che amano.

Fornendo ulteriori dati, bisogna pensare che le spese sostenute per la sola caccia, nell’anno 2016, ammontano a circa 2 miliardi e 783 milioni di euro includendo nel calcolo i costi di armi e munizioni, che si quantifica in circa 100 milioni di euro.

Le cifre che sono state elencate non possono essere tralasciate, dietro quei numeri ci sono migliaia di persone, di artigiani e di famiglie che vivono grazie a questo rappresentando un punto fermo della cultura, della tradizione e dell’arte che si trasmette da generazioni.

Proprio per quanto descritto è onere di ognuno di noi ricordare che anche questi settori esistono e devono continuare a vivere e non solo sopravvivere.

Lo stesso contenimento dei nocivi, a causa della pandemia, è stato condizionato e questo è un dato che ha portato anche le stesse Regioni a consentire, nel corso della seconda ondata, gli stessi cacciatori a proseguire nell’attività venatoria della caccia al cinghiale, per evitare danni alle colture che non sarebbe stato possibile risarcire agli agricoltori.

Le persone nel vivere la pandemia si sono trovate a vivere una situazione irreale e ancor di più l’hanno vissuta chi è vicino all’attività venatoria, del tiro a volo e della cinofilia, in cui, questi ultimi, seppur intendevano svolgere individualmente la loro passione non gli è stato consentito proseguirla a causa delle condizioni ostative agli spostamenti.

Il momento non è stato, e non lo è tutt’ora, facile ma volendo mirare a un futuro migliore i sacrifici fatti sono stati considerevoli e significativi.

Sono convinto che ogni persona, cacciatore, tiratore e cinofilo che è riuscito a continuare nello svolgere la propria attività, abitando in zone a basso rischio c.d. “gialle”, ha rivolto un pensiero a chi non poteva, ha chiamato ed è stato vicino agli amici ed ai colleghi impossibilitati a muoversi, rivolgendo loro il più grande dei regali, ovvero, il pensiero di vicinanza e la speranza di tornare quanto prima a svolgere tutti insieme ciò che ci accomuna.

La speranza è che in questa “pausa forzata” nel corso della migrazione, molti animali siano riusciti a raggiungere le proprie mete sani e salvi e, quindi, riuscendo a riprodursi nella prossima annata vi sia un incremento della fauna e che riporti un sorriso in tutti noi.

Tordo Bottaccio (Turdus Philomelos)

Pianeta Caccia e Tiro rivolge ai suoi lettori un caro saluto, sostenendo in ogni modo nelle nostre possibilità le imprese e tutti i commercianti, venditori, imprenditori che sostengono l’attività venatoria, il tiro a volo e tuti i settori che circondando e ci permettono di svolgere la nostra passione nel migliore dei modi.

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